Torna FuoriOrso, la rubrica mensile dedicata al Bologna FC 1909. Ogni mese si preoccuperà di tenervi aggiornati sull’andamento del Bologna, in un’esaltante stagione fra campionato e coppe. Tutto quello che dovete sapere sui rossoblù, con analisi calcistiche, contributi dal web e curiosità.

Foto di @bolognafc1909
Bilancio secco e sintetico: crollo rossoblù
Il primo mese e mezzo di questo 2026 è stato una sciagura per il Bologna: 14 gare, 7 sconfitte e tre sole vittorie, contro il derelitto Verona, il Torino e con il mediocre Maccabi Tel-Aviv. Calo in picchiata del gioco e soprattutto dei risultati, che impongono seri interrogativi. Riusciranno i nostri eroi in rossoblù a riprendersi? La speranza di riscatto può giungere dall’Europa? Lo capiremo nei prossimi mesi.
Cosa abbiamo visto: ci sta piacendo? Per nulla.
Sia chiaro: chi scrive non è sceso dal carro di mister Vincenzo Italiano e soprattutto dal carro Bologna, progetto che resta comunque vincente ed un’oasi felice del calcio nostrano. Sta di fatto che due mesi fa la critica (noi tambien), parlava di addirittura ipotesi scudetto, con un Bologna lanciatissimo a 25 punti in 14 gare, media di 1,7 punti per partita. 10 sfide più tardi i felsinei ne hanno guadagnati solo 5, con un calo drastico della media punti: 1,25 per gara. Crollo verticale non ascrivibile completamente a sorte avversa, infortuni e calendario complicato. Sembra essersi rotto il meccanismo perfetto che aveva condotto il Bologna a vincere un trofeo dopo 27 anni dall’ultima volta, ed il gioco espresso dalla squadra appare appannato con ingranaggi abrasi dalla sabbia. In questi ci sono stati pochissimi alti e tantissimi bassi. Come detto, le vittorie con Verona e Tel-Aviv, oltre che i primi 50 minuti di gioco col Genoa. È un Bologna che spesso s’è sciolto nel secondo tempo, al Marassi, dove arbitro e coincidenze astrali hanno fatto segnare 3 eurogol ai genoani, e con il Celtic ad esempio. Nella sfida di Europa League coi biancoverdi il Bologna era partito male, facendo un primo tempo horror, per poi prendere coraggio e pareggiare nel secondo tempo. Però, quando al 72’ hai rimontato due reti e sei in superiorità numerica nel tuo stadio, è giusto esigere una maggiore ricerca del gol vittoria, cosa non fatta dai ragazzi di Italiano. Per non parlare delle sconfitte senza appello con le due milanesi e con l’Atalanta, così come le sfide con Fiorentina e Parma, perse di misura nonostante i netti favori del pronostico rossoblù. C’è qualcosa che non va, urge trovare presto un rimedio per non vanificare uno splendido progetto triennale.

Foto di @bolognafc1909
Il motivo della crisi
Se lo sapessimo con certezza avremmo venduto la tesi direttamente al Bologna, cercando di racimolare più denaro possibile e proclamandoci salvatori della stagione rossoblù. Purtroppo, si possono fare solo ipotesi. Una possibilità è che sia venuta un po’ meno la fame ad una squadra che lo scorso anno ha scritto una pagina indelebile della storia del club, per giunta a sorpresa, poiché nessuno si immaginava i rossoblù vincitori di un trofeo ad inizio anno. Il Bologna è partito sull’onda lunga dei successi della stagione passata, ma la spinta s’è esaurita coi primi freddi veri. Il vento sembra essere cambiato dopo la sconfitta in Finale di Supercoppa, altro risultato storico per il club felsineo. Come Icaro, caduto per mano della sua voglia di andare sempre più su, il Bologna sembra essersi sfaldato di fronte alla sconfitta col Napoli, il sole che ha sciolto la cera delle convinzioni rossoblù. Da lì tanti inciampi e magari un po’ di scollamento con l’esigente staff tecnico, ed un progetto di gioco vincente ed ambizioso solo se seguito da tutti convintamente.
Excursus sul Mercato: un Sartori deludente?
Calma, capiamo. A gennaio sono arrivati Eivind Helland, Joao Mario e Simon Sohm al posto di Giovanni Fabbian, Emil Holm e Ciro Immobile. Queste le trattative più interessanti.
In entrata Shom, che sgrezzato da Italiano può essere una buona presa, giocatore con ampi margini di miglioramento ed una fisicità spiccata. Elemento che mancava alla rosa bolognese. In difesa ci si è fatti intrigare da Eivind Helland, altro centrale norvegese sconosciuto di cui si dice tanto bene. L’idea è forse di fare un “Heggem 2”, dato che Helland ne condivide nazionalità e ruolo. Il fatto che abbia 6 anni in meno suggerisce due cose: che probabilmente non sia ancora pronto per entrare nel giro dei titolari e che sia un giocatore molto futuribile. Sulla corsia è arrivato Joao Mario, in quello che è stato di fatto uno scambio con Holm, che appena accasatosi alla Juventus ha dichiarato la sua fede bianconera. Il Bologna prova la win to win situation: cedere ai torinesi un giocatore che sarebbe rimasto controvoglia con la prospettiva di fare plusvalenza, mettendosi in casa un giocatore che ha reso molto al di sotto delle aspettative. Starà all’allenatore valorizzarlo e capire che ruolo può avere in rossoblu. Già detto di Holm, passiamo alle altre due uscite. Fabbian ha dimostrato tutta la sua insofferenza nel non essere un giocatore adatto alla titolarità con questa maglia. Caratteristiche spiccate di inserimento per lui, ma qualche difficoltà a stare dentro le codifiche del gioco richiesto ai centrocampisti del Bologna, grandi ragionatori. Con Immobile, invece, è andato tutto male. La scommessa estiva non ha ripagato, ma crediamo che la maggior parte della colpa sia del brutto infortunio arrivato al suo ritorno all’Olimpico, contro la Roma, che lo ha gravemente compromesso a livello fisico. Serviva qualcosa di più per puntare in alto? I risultati attuali ridimensionano anche la portata del mercato estivo? Forse, ma Sartori ci ha abituato a fare valutazioni sul mercato in prospettiva. È opportuno riparlare dei nuovi arrivi l’anno prossimo, quando avranno avuto il tempo di sbocciare o meno. Un’alternativa in meno al centro dell’attacco, nonostante il Bologna sia ancora in gioco su tre competizioni, fa si che si debba necessariamente puntare anche su Dallinga. Chissà se per scelta o necessità.

La nuova domenica: il giovedì.
Data la sfortunata eliminazione in Coppa Italia per mano della Lazio e la distanza in campionato dai piazzamenti europei rimane un’ancora di salvezza per il Bologna: l’Europa League. Sia chiaro: nessuno chiede a questa squadra e a questa società di vincere qualcosa ogni anno, oppure di arrivare necessariamente nelle prime sette. I tifosi lo sanno bene, dopo decenni grigi già pensare di giocarsela per le zone nobili della classifica è qualcosa di sorprendente. Ma la bontà del progetto tecnico e dell’operato dirigenziale ha fatto sì che le aspettative si siano alzate e non poco; dunque, l’obbiettivo non può che essere il piazzamento europeo. Perciò, può paradossalmente sembrare più facile provare a vincere l’Europa League piuttosto che rimontare nove punti dall’ultimo posto europeo possibile (11 nel caso la Coppa Italia finisse nelle mani di una non qualificata alle Coppe). E allora bisogna darci dentro il giovedì, correndo il rischio di lasciare qualcosa per strada in campionato, ma sicuramente accendendo la fantasia dei tifosi nelle notti infrasettimanali. Da questo punto di vista il Bologna può contare su un allenatore straordinario in Coppa, capace di arrivare quasi sempre in fondo, anche in Europa, e talvolta di vincere, purtroppo non ancora in Europa. Si prospetta un fine inverno e primavera intenso per i cuori rossoblu, che torneranno a vivere con ardore il brivido degli incontri andata e ritorno ad eliminazione diretta.
Prossimo ostacolo: ancora il Brenn
Testa, dunque, a giovedì quando i nostri eroi affronteranno il Brenn in Norvegia, con il match di ritorno il successivo al Dall’Ara. I biancorossi sono la 139esima squadra del Ranking FIFA, passati tramite il 24esimo posto (l’ultimo disponibile) del mega classificone di Europa League e soprattutto non stanno giocando il campionato, dato che le stagioni sportive in Norvegia seguono cicli diversi. Questo vuol dire che il Brenn ha due settimane piene per preparare la doppia sfida, ma i suoi atleti vengono anche da un periodo dove le gare ufficiali giocate sono state solo quelle di Europa League. Il Bologna parte largamente favorito, anche se nella fase a campionato le due squadre avevano fatto 0-0, quando s’erano incontrate in Italia. Una volta superato il Brenn (sperando che accada), ci sarà il sorteggio degli ottavi, che metterà di fronte una tra Roma e Friburgo. A seguire, in semifinale, verosimilmente una tra Aston Villa e Lione. Ma è ancora lunghissima: il Bologna deve andare un gradino per volta, con la consapevolezza di potersela giocare con tutte.

Calendario: i prossimi appuntamenti
Brenn – Bologna 19/2, 18.45
Bologna – Udinese 23/2, 20.45
Bologna – Brenn 26/2, 21.00
Pisa – Bologna 2/3, 18.30
Bologna – Verona 8/3
12/03 possibile andata ottavo di finale Europa League
Sassuolo – Bologna 15/3
19/03 possibile ritorno ottavo di finale Europa League