“Alma Mater Studiorum“-letteralmente Madre nutrice degli studi– è la storica denominazione della più longeva università del mondo occidentale, l’Università di Bologna. La sua biografia attraversa secoli e secoli di storia italiana ed europea, passando per radicali cambiamenti culturali e sociali, e si racchiude nell’emblema visivo della sua brand identity: il logo.
Da baluardo di libertas ad espressione del potere
Il Sigillum Magnum dell’Ateneo venne ideato dal pittore bolognese Augusto Sezanne nel 1888 in occasione dell’ottavo centenario dalla nascita dell’Università di Bologna. Si parla di nascita e non di fondazione dell’Alma Mater, proprio perché lo Studio bolognese sorse spontaneamente e orizzontalmente nel 1088 per iniziativa di alcuni docenti e studenti.
Unica nel suo genere, l’Alma Mater si presentava nel Medioevo come un polo culturale estraneo ai poteri dominanti, Papato e Impero, e quindi garante di una certa libertà di pensiero e di ricerca scientifica. Questo progetto venne abbracciato dal neonato Comune di Bologna (1116) che promulgò una serie di decreti legge a tutela dell’autonomia dell’università, attirando nella metropoli giovani benestanti da tutto il mondo.
Questa fase di assoluta libertas tramontò ben presto. Dal XIV secolo, lo Studio Bolognese subì grandi pressioni dal potere comunale e papale, tanto da costringere alcune tra le menti più brillanti e illuminate, tra cui lo stesso Gallileo Gallilei, ad abbandonare Bologna in cerca di luoghi in cui poter continuare le proprie ricerche, giudicate sovversive ed eretiche. È così che nascerà un’altra antichissima università italiana, l’ateneo patavino.
In età contemporanea a seguito dell’Unità d’Italia, l’Alma Mater venne tramutata in università statale con sede a Palazzo Poggi ( via Zamboni 33) e nel corso del secolo scorso, si ideò un piano di espansione sul territorio regionale, ultimato con la costruzione dei Campus Unibo (Bologna, Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini).
Source: Carlo Pelagalli, Wikimedia Commons | CC BY-SA 3.0 UnportedIl buon vecchio Sigillum Magnum
L’originario Sigillum Magnum ci racconta il periodo più illuminato della storia dell’Ateneo. Composto a sua volta da altri cinque simboli araldici, racchiude visivamente la struttura interna dell’università. Originariamente, docenti e studenti si organizzarono in due corporazioni distinte, l’ “Università degli studenti” e il “Collegio dei docenti”, suddivisi a loro volta per materia: “Leggisti” e “Medici e Artisti” per gli studenti, mentre “Diritto canonico”, “Diritto civile” e “Medicina e Arti” per i professori.
Ogni corporazione si dotò in seguito di un sigillo proprio, ognuno dei quali confluì nel Sigillum Magnum.
I giuristi sono rappresentati dalla scena biblica della Sacra conversazione ( Madonna col bambino e Santa Caterina), mentre i medici e gli artisti dai loro santi protettori, Cosma e Damiano. L’iconografia sacra caratterizza anche gli emblemi dei dottori: l’Annunciazione per il Diritto civile, San Luca Evangelista per la Medicina e le Arti, e nuovamente la Sacra Conversazione circondata dai dottori di Diritto canonico. Il tutto racchiuso all’interno di un’architettura goticheggiante al cui apice, nella porzione centrale, si trovavano due scudi simbolo della città di Bologna.
Source: Aldoandr, Wikimedia Commons | CC BY-SA 4.0 InternationalPer completare l’opera, lungo i bordi del sigillo erano incise alcune massime in latino che richiamavano nuovamente le origini dell’Ateneo: SIGILLVM MAGNVM STUDII GENERALIS BONONIENSIS (Grande sigillo dello Studio Bolognese), LEGVM BONONIA MATER ( Bologna madre della legge) e PETRVS UBIQVE PATER ( Pietro è padre di ogni luogo) rimandavano al ruolo di rilievo occupato dal diritto romano, civile e canonico, negli insegnamenti giuridici a Bologna.
Il logo universitario odierno conserva in parte alcuni elementi e ne abbandona altri in nome di una semplificazione e chiarezza visive. Gli araldi delle corporazioni sono stati stilizzati, le massime latine hanno lasciato spazio alla denominazione ufficiale dell’Ateneo, Alma Mater Studiorum- Università di Bologna, e al riferimento storico della nascita, 1088 A.D.
Unibo: la migliore università italiana
Dal 1088, l’Ateneo gode di un prestigio che valica i confini nazionali, giungendo a toccare il tetto del mondo. Dal 2020, Unibo occupa la prima posizione tra le università italiane nella classifica mondiale del Times Higher Education. Tra le 54 italiane incluse nel ranking, troviamo subito dopo Bologna, la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Sapienza di Roma.
Source: Wikimedia Commons | Public Domain Mark 1.0I criteri presi in esame riguardano la qualità della ricerca, l’ambiente accademico, la produttività scientifica, l’ apertura internazionale e i legami con l’industria e in questo Alma Mater Studiorum risulta, a livello nazionale, per il momento imbattibile.

Sono laureata in Lingue e letterature straniere all’Università di Bologna. Sono una romagnola doc che ama la sua terra d’origine con la sua musica popolare e la sua invidiabile tradizione culinaria. Ah si, dimenticavo: mi piace scrivere di qualunque cosa mi incuriosisca, soprattutto se si tratta di arte, cultura e storia.
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