Italia del volley tra trionfi, fatica e nuove sfide

23 Set , 2025 - Sport

Italia del volley tra trionfi, fatica e nuove sfide

La pallavolo è uno sport che da anni fa sognare l’Italia, dentro e fuori dai palazzetti. Con le sue Nazionali sul tetto del mondo, campionati tra i più competitivi al mondo e un movimento giovanile sempre più vivo, il volley italiano è oggi un esempio di eccellenza sportiva.  

Con la vittoria di due settimane fa del mondiale da parte della nazionale femminile, l’Italia si trova oggi a essere campione in carica sia nel maschile (con il trionfo nel settembre 2022) che nella femminile. 

Le Azzurre si sono presentate alla rassegna iridata da campionesse olimpiche in carica, forti di una striscia di 34 vittorie consecutive che le ha portate ad essere le favorite. Dopo una prima fase dominata, le ragazze hanno dovuto lottare fino all’ultimo punto sia in semifinale che in finale, entrambe vinte al tie-break. Una prova di carattere che ha confermato il loro spessore tecnico e mentale.

L’impresa che ha compiuto questa generazione di talenti guidata da Julio Velasco, il maestro della pallavolo mondiale, le porta nell’olimpo dello sport italiano. Raramente si è vista una nazionale italiana così dominante a livello internazionale negli ultimi anni, capace di non perdere dal 1 giugno 2024 e di vincere ben quattro competizioni consecutive. Velasco è riuscito a creare un amalgama che mancava in questo gruppo di ragazze e citando le sue stesse parole «Non si è grandi allenatori quando si fanno muovere i giocatori secondo le proprie intenzioni, ma quando si insegna ai giocatori a muoversi per conto loro».

Una squadra che merita di essere raccontata, celebrata e fatta conoscere e la cui forza va oltre ciò che si vede in campo: è una questione di spirito di squadra, di resilienza, di orgoglio; il solo talento non è abbastanza. Una Nazionale che non smette di ispirare e che rappresenta un -se non il- fiore all’occhiello dello sport italiano.

A team isn’t made by the best players. It’s made by players who play best together

È stato un mondiale che ha catalizzato tanta attenzione mediatica: uno studio ha confermato che 6 italiani su 10 hanno seguito la finale, un risultato raro e allo stesso tempo un segnale incoraggiante per uno sport che troppo spesso resta ai margini del grande racconto nazionale, nonostante risultati e talento non manchino mai.

Source: FIPAV

Discorso diverso per la Nazionale maschile. Campione del mondo in carica e reduce da un quarto posto alle Olimpiadi di Parigi, il gruppo guidato da Fefé De Giorgi è atteso a una vera prova di maturità. Negli ultimi anni, infatti, ciò che si è visto in campo non ha sempre rispecchiato il reale potenziale di una rosa che, tra il 2021 e il 2022, era riuscita a conquistare in meno di dodici mesi sia il titolo europeo che quello mondiale. Una generazione ricca di talento, forse ancora alla ricerca della piena consapevolezza di sé e della sfrontatezza dei primi anni. 

Domani, mercoledì 24 settembre, si giocheranno i quarti di finale della rassegna iridata. Gli azzurri arrivano a questa sfida dentro o fuori forti di un percorso in crescita: dopo una fase a gironi altalenante, è arrivata una prestazione convincente negli ottavi di finale contro l’Argentina, che ha riacceso fiducia.

Sarà di nuovo Italia-Belgio, questa volta in palio c’è molto di più: un posto tra le prime quattro e la possibilità di lottare per una medaglia. La squadra allenata da Emanuele Zanini ha battuto l’Italia nel girone ma si sa che nelle partite ad eliminazione diretta, si riparte da zero. Conta solo quello che accade in campo in quel momento, punto dopo punto.

In un mondiale in cui la maggior parte delle squadre pretendenti al titolo non sono riuscite a superare la fase a gironi (fuori la Francia bicampione olimpica, il Brasile e il Giappone) l’Italia è una delle poche potenze ancora in gioco. È il tipo di partita che può definire un percorso: proiettare l’Italia tra le grandi o relegarla in un anonimato difficile da digerire viste le potenzialità.

All’orizzonte, in caso di vittoria, ci attende la Polonia, prima nel ranking mondiale e vicecampionessa olimpica, che nelle ultime stagioni ha spesso avuto la meglio sugli Azzurri. «Se giochiamo come sappiamo, in semifinale ci arriviamo. E lì, con la Polonia, non va a finire 0-3 come in VNL» assicura lo schiacciatore azzurro Alessandro Michieletto. Ogni partita ha la sua storia, e se c’è una lezione che la pallavolo insegna, è che nulla è scritto fin quando non cade l’ultimo pallone.

Source: FIPAV
Vittoria del mondiale da parte della nazionale maschile di pallavolo l’11 settembre 2022.

Le critiche

Numerose critiche hanno accompagnato le rassegne iridate di quest’anno. Nel 2023 la federazione internazionale ha deciso di organizzare il Campionato del Mondo ogni due anni, invece del tradizionale quadriennio. Una scelta che ha tolto prestigio e valore simbolico a un evento che da sempre rappresenta l’apice dello sport. A questo si aggiunge l’aumento del numero di squadre partecipanti a 32, una mossa che ha aumentato il numero di partite ma abbassato sensibilmente il livello tecnico nella fase iniziale della competizione.  

Una formula pensata chiaramente per ragioni esclusivamente commerciali, più che sportive, e che non trova grande condivisione né tra gli addetti ai lavori né tra tifosi, atleti o tecnici. Da anni ormai la federazione internazionale sta prendendo decisioni che puntano a rendere la pallavolo un prodotto sempre più globale, a discapito però della salute degli atleti e del livello tecnico delle competizioni. Decisioni quindi che seppur comprensibili in vista di un’espansione dello sport soprattutto nel mercato asiatico, fanno storcere il naso a quasi tutti.  

A rendere ancora più discutibile l’impostazione di questo Mondiale c’è stata la scelta inspiegabile nella costruzione del tabellone finale. Le squadre più forti del ranking, comprese alcune delle principali candidate al titolo, si sono ritrovate tutte dallo stesso lato, costrette ad affrontarsi fin troppo presto. Il risultato? Scontri diretti tra potenze mondiali già ai quarti o agli ottavi, mentre l’altra metà del tabellone presentava un cammino nettamente più semplice. Un errore di pianificazione che ha falsato l’equilibrio competitivo della manifestazione e che ha fatto storcere il naso a molti, sia tra gli addetti ai lavori che tra i tifosi. In una competizione di questo livello la distribuzione delle squadre deve essere trasparente, meritocratica e coerente con il ranking, non affidata al caso o a logiche poco comprensibili. Così facendo, si rischia non solo di eliminare presto le big, ma anche di avere una finale che non rappresenta davvero il vertice tecnico del torneo. 

I primi risultati del Mondiale maschile hanno infatti già sollevato più di una domanda sulla bontà del nuovo format. Alcune delle nazionali potenziali pretendenti al titolo, sono state eliminate già nella fase a gironi, lasciando spazio a squadre rivelazione che, pur meritevoli, hanno approfittato di un contesto sbilanciato. È giusto dare credito alle nazionali exploit, che hanno saputo cogliere l’occasione, ma non si può ignorare un problema sempre più evidente: i giocatori di vertice, protagonisti sia nei club che nelle nazionali, sono sottoposti a un calendario eccessivo, con troppe competizioni ravvicinate e viaggi internazionali continui. La stanchezza accumulata durante l’anno, tra campionati, coppe europee e VNL ha conseguenze dirette sulla performance e sul rischio di infortuni, soprattutto quando il livello di intensità non concede margini. Il risultato è un torneo che perde in qualità e continuità, dove spesso a emergere non è solo il più forte, ma anche chi arriva semplicemente più fresco. 

Il 2025 è stato un altro anno di podi internazionali per l’Italia anche per le nazionali Juniores: le Nazionali Under 21 hanno conquistato l’oro al femminile e l’argento al maschile nei rispettivi Mondiali e vi sono stati anche ottimi risultati per le altre giovanili. Questo evidenzia come il movimento pallavolistico italiano sia in perfetta salute con nuovi talenti pronti a subentrare nelle nazionali dei grandi. Il ricambio generazionale è avviato e le fondamenta per restare al vertice ci sono tutte. Il futuro è più che promettente.

image sources

  • Mondiale femminile: FIPAV
  • Vittoria del mondiale 2022, nazionale maschile di pallavolo: FIPAV
  • Vittoria del mondiale nazionale femminile di pallavolo: FIPAV

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3 Responses

  1. Vorrei iniziare con i miei complimenti all’Autrice dell’articolo per aver trattato il tema della pallavolo, sia femminile che maschile, in maniera precisa e dettagliata. Si percepisce chiaramente la sua profonda conoscenza e passione per questo sport che spesso, purtroppo, riceve poco spazio e attenzione.
    Condivido pienamente la critica che è stata mossa nei confronti dell’organizzazione del mondiale maschile per quanto riguarda la costruzione del tabellone finale. Non sono a conoscenza del criterio che è stato adottato, ma certamente non può essere ritenuto idoneo per un evento di tale importanza. Vedere “semifinali” anticipate di due turni non è accettabile, quando, in contemporanea, dall’altro lato si assistono a partite di ben più basso livello, con squadre che riescono ad “andare lunghe” nel torneo perché non hanno mai avuto la possibilità di sfidare una delle cosiddette big. In accordo con l’Autrice, è necessario individuare immediatamente un nuovo sistema; metodo che potrebbe prendere spunto sia dal mondo calcistico che tennistico (prima gironi con squadre suddivise a fasce e poi teste di serie in base al ranking).
    Infine, non posso che non fare i miei complimenti anche per due passaggi molto interessanti all’interno dell’articolo. Il primo quello di puntare un faro sulla figura di Velasco in un modo che mette in risalto la sua squisita personalità prima della sua grande preparazione tecnica da allenatore. Il secondo sono gli ultimi righi dedicati alle Nazionali Juniores; un mondo a parte nello sport che viene sempre troppo poco messo in risalto, ignorando il fatto che in quelle squadre in costante formazione ed evoluzione è presente il nostro futuro sportivo.
    Confermando ancora quanto ho apprezzato la chiarezza e la cura dell’articolo, ringrazio Fuoricorso per lo spazio dato ai ragazzi per la scrittura. Seguirò con interesse il prossimo articolo.

    Bravissima Laura.

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