Le World Series più belle di sempre

7 Nov , 2025 - Sport

Le World Series più belle di sempre

Gara 7, tra record e sogni infranti la finale se la prendono i Giapponesi

Da Montréal, Canada

Nel linguaggio dello sport americano non c’è parola più evocativa di “Game 7“, ovvero la finalissima e quest’anno gli dei del baseball hanno deciso di regalarci qualcosa di speciale: quelle che da molti sono state definite “le migliori World Series di sempre“.

Nel 2025, anno in cui la stagione di Regular Season è iniziata straordinariamente in Giappone per motivi di marketing, le World Series, fase finale del campionato, si sono concluse in uno stato diverso dagli USA: il Canada. Per la prima volta nella storia dell’MLB la stagione inizia e finisce fuori dai confini americani, fatto che risulta ironico anche per il momento politico in cui riversano gli Stati Uniti in questi anni.

Commissioner’s Trophy – Il trofeo delle World Series di MLB; Photo by Wikimediacommons

Toronto vs Los Angeles, Canada vs Giappone

Le due squadre coinvolte per la lotta al massimo titolo di “World Champions” sono state i Toronto Blue Jays di Vladimir Guerrero Jr. e i Los Angeles Dodgers dei tre giapponesi Ohtani, Yamamoto e Sasaki. Nomi e giocatori che agli occhi di un profano del baseball risultano insignificanti, ma che nascondono delle storie pazzesche.

Come quella di Guerrero Jr, figlio di Vladimir Guerrero, ex giocatore e membro della Hall of Fame. Cresciuto nelle minors del team canadese e leader della squadra di Toronto, a soli 26 anni (età ancora giovane nel baseball) rompe il record di fuoricampo in un singolo postseason con 8 bombe oltre il muro.

Vladimir Guerrero Jr in azione; Photo by Wikimediacommons

Oppure Shohei Ohtani, giocatore dal contratto più ricco di sempre nella storia degli sport, capace di essere al contempo il miglior lanciatore ed il miglior battitore, come non si vedeva dagli anni ’30 con Babe Ruth. Ohtani si è reso protagonista in più occasioni: in Gara 4 delle semifinali con 10 strikeout sul monte e 3 fuoricampo (come se un portiere parasse un paio di rigori e poi segnasse una tripletta) e in Gara 3 delle finali con 9 arrivi in base su 9, così come non accadeva dal 1942.

Shohei Ohtani che esulta dopo un fuoricampo; Photo by Wikimediacommons

Poi il ventiduenne Trey Yesavage, che solo 6 mesi fa lanciava in quinta categoria davanti a circa 300 tifosi, e che a ottobre mette a segno 12 strikeout (di cui 5 di fila), eliminando da solo metà dei battitori affrontati davanti ad un Dodgers Stadium tutto esaurito.

Ci sono poi gli altri due giocatori nipponici dei Dodgers: Roki Sasaki e Yoshinobu Yamamoto, entrambi al loro primo anno in America. Merita attenzione Yamamoto, che si è insignito del titolo di MVP delle finali dopo aver lanciato in Gara 2 una complete-game (impresa in cui il lanciatore completa tutte e 9 le riprese), e aver lanciato per 6 inning in Gara 6, chiudendo poi Gara 7 il giorno dopo sollevando il trofeo.

Roki Sasaki durante i festeggiamenti nella parata per le strade di Los Angeles; Photo by Wikimediacommons

Altri record che hanno reso indimenticabili queste World Series sono stati l’infinito Game 3, durato 18 inning (l’equivalente di due partite) per un totale di più di 6 ore, rompendo il record della partita più lunga di sempre in una finale.

E poi ovviamente l’iconica Gara 7 a Toronto, che ha anche rotto il record come partita più vista in tutta l’MLB da 34 anni. Da un lato tutta la nazione canadese che supporta i propri beniamini, dall’altra i Dodgers, già campioni nel 2024. Un match iniziato in favore dei Blue Jays, con Bo Bichette, tornato da un infortunio che lo ha tenuto fermo per più di un mese, che spara un fuoricampo da tre punti destinato a restare nella memoria collettiva di tutta la nazione.

Il baseball però non scrive mai le sue sceneggiature a caso. I Dodgers cominciano una lenta rimonta e all’ultimo inning, sotto di un punto, Miguel Rojas, l’ultimo battitore del line-up, colpisce la palla della vita: è fuoricampo, e si va agli extrainning. La lotta dura fino all’undicesima ripresa e i Dodgers completano la rimonta.

Freddie Freeman, già campione nel 2021 e 2024, durante i festeggiamenti nella parata lungo le strade di Los Angeles; Photo by Wikimediacommons

Finiscono così le migliori World Series degli ultimi anni e il Commissioner’s Trophy torna a Los Angeles. Si congela, invece, l’atmosfera in Canada. Quella sera del 1° novembre, lo stadio di Toronto e tutte le strade dello stato oltre il confine si fanno silenziose.

E anche se è vero che la storia la scrivono i vincitori, è altrettanto vero che i Blue Jays verranno certamente ricordati dai tifosi canadesi, che non vedevano la propria rappresentante in finale dal 1993, quando vinsero il loro secondo anello.

I tabellini di tutte e 7 le partite delle finali li potete trovare qui.

Immagine di copertina by Wikimediacommons


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