Per la stagione 25-26, Fuori Corso inaugura una nuova rubrica: On This Date.
On this date è stata pensata come una pubblicazione periodica a cadenza flessibile che condivide, con i follower di Instagram ( tramite stories), date passate alla storia per la loro significatività. Il progetto inizierà con il raccontare una figura simbolo della città di Bologna, il suo patrono: San Petronio. Eccezionalmente, per questa data in particolare, al nuovo format di stories Instagram si aggiungerà un articolo dedicato al Santo e alla sua celebrazione annuale.
Petronio: il san Francesco bolognese
Ricostruire la biografia di San Petronio è un tentativo arduo: della storia del santo si sa poco, a tratti nulla. Secondo alcune rade testimonianze dell’ epoca, Petronio sarebbe un discendente di un’ abbiente famiglia romana vissuta tra il IV e V secolo. Nonostante le sue radici facoltose, decise di rinunciare ai suoi privilegi di classe, tra cui un impiego politico garantito, per prendere i voti e diventare un ecclesiastico. Le sue orme saranno poi ricalcate ben cinque secoli dopo da un altro religioso: San Francesco d’ Assisi (1181/1182-1226).
Source: Wikimedia Commons | CC BY 3.0 UnportedLa sua attività di sacerdote è passata inosservata, nessuna fonte storica ne parla, finché non venne nominato vescovo della diocesi di Bologna si pensa intorno al 430. L’incarico arrivò in un momento estremamente critico della storia dell’ Impero Romano: quest’ultimo stava infatti attraversando una forte crisi politica, a causa dell’invasione di popolazioni germaniche, e religiosa, per via dell’insorgere delle prime controversie dottrinali.
Sotto il vescovado di Petronio, rifiorì la comunità bolognese di fedeli e la città si arricchì di nuovi edifici religiosi, simbolo della fede ritrovata. I primi lavori urbanistici iniziati dal vescovo riguardano la costruzione delle così note “Sette chiese”. Si tratta del complesso di Santo Stefano, costituito da diversi edifici (tra chiese, basiliche, chiostri e cortili) risalenti ad un periodo compreso tra il V e VIII secolo. Questo progetto nasce in seguito ad un viaggio che il vescovo compì in Terra Santa, a Gerusalemme per la precisione. Ammaliato dal disegno urbanistico della città israeliana, decise di realizzarne una riproduzione in piccola scala a Bologna: sorse così il quartiere Santo Stefano.
Dal 1253, anno dell’istituzione del Comune di Bologna indipendente, la città e i suoi abitanti ricordano il vescovo Petronio con una nuova denominazione: San Petronio, patrono di Bologna.
Perché proprio il 4 ottobre?
San Petronio non è morto il 4 ottobre; o meglio non ci sono fonti attendibili che possano certificare la data e nemmeno l’anno di scomparsa del vescovo di Bologna (si ipotizza intorno al 450). E allora se non si conosce il giorno esatto del suo decesso, perché il patrono si celebra proprio il 4 ottobre?
Il vescovo non sarà forse morto il 4 ottobre del 450, ma le sue spoglie furono ritrovate, per uno scherzo del destino, nella basilica di Santo Stefano proprio il 4 ottobre 1141. Secondo cronache medievali del tempo, la dinamica fu questa: la cattedrale di San Pietro si incendiò e il vescovo di allora, Enrico, si vide costretto a trasferire temporaneamente la sede della diocesi a Santo Stefano. Per un fortuito caso, alcuni lavori riportarono alle luce le reliquie del santo, oggi custodite nel suo mausoleo: la Basilica di San Petronio in Piazza Maggiore.

E se diventasse festa nazionale?
Per la verità, il 4 ottobre è già diventata festa nazionale. Nelle ultime settimane, si vociferava che questa data sarebbe potuta tornare ad essere festa nazionale. Secondo la proposta, tutta l’Italia si sarebbe fermata, e non solo Bologna, per festeggiare i patroni d’Italia, San Francesco e Santa Chiara.
Per contestualizzare, il disegno di legge proposto da Noi Moderati auspicava a reintrodurre il 4 ottobre nel calendario delle festività nazionali. La sua abrogazione avvenne nel 1977 per decisione del governo Andreotti che mise in atto la così detta misura austerity. La ragione principale di questa reintroduzione sarebbe ideologica. Secondo quanto dichiarato da membri del partito presieduto da Maurizio Lupi, la fazione di centro-destra avrebbe raccolto il desiderio di Davide Rondoni, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, di celebrare a livello nazionale i valori che il Santo rappresenta.
Ma perché questa proposta arriva proprio ora? I motivi sono principalmente due. In primo luogo, l’anno prossimo cadrà l’ottavo centenario dalla morte di San Francesco; in secondo luogo, i valori di pace e fraternità universale, di cui il Santo si è fatto simbolo, sono necessari più che mai nel contesto geopolitico internazionale di oggi, sempre più insanguinato da guerre.
Settimana scorsa, la Camera ha approvato il ddl con 247 voti a favore; questo mercoledì, il Senato ha confermato la decisione dell’Ala del Montecitorio. Questo significa che dal 2026, il 4 ottobre è a tutti gli effetti un giorno festivo.

Per i Bolognesi, questa decisione non cambierà di molto le loro abitudini. Da secoli, il 4 ottobre è un giorno di festa; la città si prende una pausa dalla frenesia della modernità per tornare al Medioevo e ricordare il suo vescovo “illuminato”: Petronio.

Sono laureata in Lingue e letterature straniere all’Università di Bologna. Sono una romagnola doc che ama la sua terra d’origine con la sua musica popolare e la sua invidiabile tradizione culinaria. Ah si, dimenticavo: mi piace scrivere di qualunque cosa mi incuriosisca, soprattutto se si tratta di arte, cultura e storia.
image sources
- Estatua_de_San_Petronio,_Bolonia: Wikimedia Commons | CC BY 3.0 Unported
- San_Petronio_Piazza_Maggiore_Bologna: Wikimedia Commons | CC BY-SA 4.0 International