“Mentre il Paese fa i conti con un altro femminicidio, il governo sceglie di restringere gli spazi dedicati all’educazione all’affettività e al rispetto.” Così Irene Manzi, responsabile scuola del Partito democratico (Pd), in relazione all’emendamento della Lega approvato il 15 ottobre in Commissione Cultura della Camera. In discussione c’era un disegno di legge (ddl) che concerne l’obbligatorietà del consenso informato da parte dei genitori per svolgere attività in classe riguardanti i temi della sessualità. Il testo, presentato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, prevede tra i vari punti una riforma dell’educazione sessuale nel contesto scolastico.
Cosa prevede la riforma
Secondo l’emendamento promosso dalla leghista Giorgia Latini, qualsiasi tematica inerente alla sessualità nelle scuole sarebbe vietata fino al compimento del tredicesimo anno di età, quindi in tutta la primaria e nella secondaria di primo grado; restano escluse le scuole superiori.
Ciò significa che, proprio negli anni in cui sorgono le prime domande e si formano le basi dell’educazione affettiva, ogni ipotesi di dialogo verrebbe negata. Non solo: anche alle scuole superiori le istituzioni scolastiche dovranno chiedere il “consenso informato preventivo” ai genitori degli alunni, che dovranno conoscere temi e materiale didattico in anticipo per tutte le attività su “tematiche relative alla sessualità”. Una misura che, nelle intenzioni della proponente, tutelerebbe la famiglia, ma che di fatto rischia di annullare le campagne di prevenzione contro l’omotransfobia e la violenza di genere.
I dati dell’Osservatorio Giovani e Sessualità, intanto, mostrano come quasi un adolescente su dieci abbia avuto il primo rapporto sessuale prima dei 13 anni, e che il 53% degli adolescenti si affidi a Internet come fonte primaria di informazione. La quota di ragazzi che non parla di sesso e contraccezione in famiglia è passata dal 37% del 2024 al 49% del 2025. Tra le ragioni principali l’imbarazzo (46,8%) e la percezione della sessualità come tema ancora tabù (14,5%). L’Italia resta uno dei pochi paesi dell’Unione europea a non rendere obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole, insieme a Bulgaria, Croazia, Ungheria, Lituania, Romania e Slovacchia.
Nel frattempo, Rossano Sasso, leghista e relatore del ddl, parla di “tentativi di indottrinamento da parte di attivisti di estrema sinistra LGBT” e di “avversione ideologica alle famiglie da parte dei partiti di sinistra”. Anche Jacopo Coghe, di Pro Vita & Famiglia, definisce la riforma “capace di impedire che i bambini siano indottrinati dalle associazioni abortiste o dagli attivisti LGBT”.
“Che cosa pensano le ragazze d’oggi?”
Era il 14 febbraio 1966 quando “La Zanzara”, giornale studentesco del Liceo Parini di Milano, pubblicava l’articolo “Che cosa pensano le ragazze oggi?”. Tra i temi, il ruolo dell’educazione sessuale nella società e l’idea che non dovesse limitarsi all’ambito familiare, ma richiedesse un’estensione di tipo sociale.

In un paese dove si discute seriamente di come un presunto “indottrinamento” da parte degli attivisti LGBT+ generi “un’epidemia” di gay e lesbiche, ci si chiede quale sia oggi la vera radice del progresso. Oggigiorno, a quasi sessant’anni da quell’articolo, la regressione culturale appare evidente.
In realtà, le statistiche affermano come quasi 9 ragazzi su 10 (88,9%) e 8 genitori su 10 (78,6%) chiedano di introdurre percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale nelle scuole, con il supporto di professionisti qualificati come medici o psicologi. Non solo: il 45,3%dei genitori vorrebbe che il percorso iniziasse già dalle scuole medie. Questo confermerebbe come la percezione dell’educazione sessuale sia considerata come un bisogno fondamentale da parte delle famiglie e dei ragazzi, in contrapposizione alle decisioni prese dal governo.
Mentre c’è chi legge la stretta come una mossa per consolidare l’elettorato più conservatore, a noi non resta che porre una domanda dalla risposta tutt’altro che sfuggente: negare ai giovani il diritto di conoscere le proprie emozioni, il proprio corpo, il significato di consenso ed empatia… a cosa porterà?
Nel frattempo che si compie il dibattito tra maggioranza e opposizione, i telegiornali danno notizia dell’ennesimo femminicidio: Pamela Genini, 29 anni, uccisa a coltellate dal fidanzato.
Bibliografia:
La zanzara (periodico) – Wikipedia
Sesso, i giovani preferiscono parlarne a scuola
Perché il governo vuole controllare l’educazione sessuale – Vanessa Roghi – Internazionale