Il viaggio di Angelina Mango in Caramé

3 Nov , 2025 - Cultura

Il viaggio di Angelina Mango in Caramé

Sono passate due settimane dall’uscita a sorpresa dell’album di Angelina Mango, un’artista di cui si è detto e scritto di tutto. Ma adesso siamo qui per parlare dell’album, di cosa nasconde ogni traccia e di come ognuno di noi può sentirsi parte della vita di qualcun altro e intrecciarla alla propria. Mettetevi comodi che qua andiamo per le lunghe.

Caramé – Angelina Mango

Source: Fanpage, copertina album

Ritorna finalmente nella scena musicale Angelina Mango, talento vincitore della categoria canto di Amici nel 2022 e del Festival di Sanremo nel 2023. Dopo l’Eurovision, la scomparsa. Inizia un tour che non riesce a terminare per problemi di salute. Iniziano le speculazioni sul suo malessere, privandola della pace necessaria per guarire. Che fosse un problema alla gola, che avesse sofferto di anoressia, che semplicemente non le andasse di cantare, ciò non ci è dato saperlo. Ma la pressione mediatica a cui è stata sottoposta sicuramente non ha giovato e lo confessa lei stessa in un album introspettivo e malinconico. 15 tracce più una canzone della sua cara amica Henna, un gesto di grande supporto per la sua musica.

L’intro è caramé, una breve introduzione all’album. “Cara me, devi aggiustare tutto/ Fai presto”, inizia il viaggio che caratterizza l’album, la pressione del dover stare bene in poco tempo. È arrivato il momento di ritornare a fare musica.

“Non sono una star/Nemmeno per sbaglio/ Sono matricola a vita”. 7up parla velatamente della sua scomparsa dalla scena, non si sentiva parte di essa ma si sentiva debitrice nei confronti dei suoi fan che le dimostravano grande affetto. Non era costruita per un mondo di questo tipo. “Un nome, un programma di gossip / Io voglio soltanto che passi” . Era diventata il centro di speculazioni su ciò che le stava accadendo, mentre quello che davvero le importava era superare quel periodo di cui tutti parlavano senza sapere. Un brano intimo in cui ringrazia chi le sta accanto, ma rivela quanto la faccia soffrire essere il centro di dibattiti.

Le scarpe slacciate è una canzone ritmica ma malinconica, probabilmente riferita al suo ex ragazzo, nonché suo chitarrista. La seconda strofa crea un bellissimo immaginario sulla volontà di partire per le vacanze e già immaginarsi lì quando, purtroppo, si buca la gomma e non è possibile partire quel giorno. La cantante riflette però sul fatto che forse è proprio un segno che non si poteva più proseguire oltre ed è meglio annullare tutto. Forse un riferimento al fatto che la relazione non sarebbe dovuta andare avanti, lasciando un senso di malinconia nell’ascoltatore.

“Intatta, ti sembro intatta?”. Nel brano, Angelina si paragona ad un pacco fragile all’interno di un van, c’è un grande rischio che si rompa, colpito da altri pacchi. In sottofondo ci sono violini e una musicalità triste, con una seconda strofa più velocizzata che rappresenta un veloce decorso negativo della situazione. Un pezzo triste, intenso, dove gioca tra la voce registrata e una voce più acustica, in un mix perfettamente melodico.

Ioeio rappresenta una piccola perla dell’album, un featuring con Madame, un’altra cantante che si era presa un momento di pausa dalla musica. Lo storytelling è contraddistinto da una discussione tra due sé, uno che vuole far male all’altro per liberarsi, per poter vivere finalmente di nuovo.

“Come mai non vedi l’ora di voltarti e uccidermi?

Voglio solo liberarti per sopravvivermi”

Sembra esattamente la discussione tra la parte sana e la parte che soffre all’interno di unico sé. La canzone segue un’evoluzione ancora più triste dove sembra vi siano delle allusioni al disturbo alimentare di cui si crede lei abbia sofferto. La seconda strofa lascia un groppo in gola e permette agli ascoltatori più fragili di rivedersi nella frase “Mamma mia troppe persone mi piacciono più di me / come se io in confronto fossi nulla”. Struggente, davvero. La bassa autostima e il sentirsi in competizione sempre con gli altri portano le persone a sviluppare un sentimento rancoroso nei confronti di sé stessi, creando quella dualità che poi si rivede nella canzone stessa.

La vita va presa a morsi è scritta e prodotta da lei insieme al fratello. È una canzone più dolce, inizialmente in acustico e poi con la base prodotta. La canzone parla di una sensazione di protezione, il sentirsi a casa che poteva esprimere solo con il fratello accanto. Questo senso di spontaneità e di poter essere tranquillamente sé stessi lo si può raggiungere solo attraverso un legame fraterno. Una sensazione che l’ascoltatore può capire e che può sentire affine a sé.

Come un bambino è un pugno nello stomaco, diretto e senza preavviso. È una dedica d’amore ai suoi genitori, scrivendo quello che avrebbe potuto scrivere il padre alla madre se fosse stato ancora vivo. “In che modo mi manchi stasera? / Come un bambino che non vuole / Non vuole più andare a dormire / Senza di te”. Malinconica, triste, che lascia enfasi su certe frasi abbassando la musica, con momenti a cappella che lasciano un nodo in gola negli ascoltatori. Colpo basso questa canzone. “Non voglio più andare a dormire / Senza di te” e lo capiamo bene, Angelina.

Fortunatamente arriva a salvarci mylove, una canzone dedicata alla migliore amica in cui parla del legame che le lega. Una canzone dolce e amorevole “e non avere paura / di non riuscire a dormire / mi puoi chiamare quando vuoi / staremo sveglie, sveglie insieme”. Una boccata d’aria tra la tristezza diffusa.

Nina canta, l’intermezzo, è un gioco stilistico in cui sperimenta con la musica mentre parla della necessità di tornare a cantare. Non è più un dovere ma un bisogno. “Sono rinata / adesso Nina canta”

Altro passo indietro nella tristezza, velo sugli occhi, parla di un dolore nascosto che viene percepito dalle persone che ci circondano ma che si contrasta ad una necessità di vivere davvero senza pensieri. “Ora come glielo dico ad Angelina / doveva perdonarsi è diventata un’assassina”: in modo introspettivo riconosce che doveva superare un ostacolo ma che ciò l’ha portata a sperimentare in un baratro da cui sta cercando di uscire. In modo perfettamente concordante con il senso, la canzone cambia beat e diventa un uptempo che mostra l’esigenza di stare bene.

Ci siamo persi la fine ha interpretazioni diverse: c’è chi dice che parli della fine di una relazione, chi vede un riferimento alla scomparsa del padre. Io sostengo la seconda teoria, “dieci anni dopo ti lascio andare” fa capire chiaramente che l’emozione sofferta cela un’impossibilità di condividere certe esperienze con un padre più che con un ex ragazzo. “L’amore è un gioco nobile in cui devi saper perdere / Ma io non ero mica pronta a perdere / mi hai detto “vinci pure come parte lesa””, un bel messaggio che ti dice che puoi vincere anche se hai sofferto. Non ho la stessa capacità di scrittura ma il senso è quello insomma.

Tutto all’aria vede il ritorno di Filippo Mango con una scrittura all’unisono. Si ritorna a parlare del crescere, imparare le regole della vita, ma questa volta lo fanno insieme. Un’altra boccata d’aria, nonostante il tema complesso. Sembra essere una canzone contraddistinta da una leggerezza migliore rispetto alle altre. Opposta ma affine è igloo, che deriva da un racconto del fratello dell’aurora boreale vista in vacanza, che parla di chiudersi in sé (come dentro un igloo) mentre il mondo va avanti senza fermarsi (l’aurora boreale).

Bomba a mano ci permette di rientrare nell’ambito dell’introspezione, scritta e cantata con una profonda emotività. Sulle stesse linee si muove aiaiai, scritta con Calcutta e prodotta insieme a Dardust, un piccolo gioiello con uno storytelling che parla del momento in cui crollano tutte le impalcature e ci si trova spogli davanti all’altra persona, con il cuore in mano, sperando che non si venga giudicati. Il bridge è degno di nota: “E potrei non farmi problemi per gli altri /E mettere le mani avanti / E giustificarmi e giustificarti / Non vedere che piangi / Ma non c’è ragione / È soltanto che provo le cose a volumi giganti, volumi giganti”. È il profondo dramma delle persone ipersensibili.

L’album si conclude con cosìcosìcosì, una canzone non di Angelina ma di Henna, la sua migliore amica a cui aveva dedicato mylove. Con molta tenerezza, sceglie di concludere il suo album con questa dedica e con questo spazio lasciato ad una persona molto importante per lei.

Finisce così la mia riflessione sull’album. Perché era necessario parlarne? Molte canzoni possono essere prese, sentite e capite; Si possono rendere affini a sé e alla propria esperienza di vita. Si parla di esperienze, amori e amicizia, si toccano temi profondi senza sfociare nel sensazionalismo e con una delicatezza che ha sempre contraddistinto la scrittura di Angelina. Un album interamente scritto e prodotto da lei, con qualche aiuto esterno da persone a lei care. Non è stato pubblicizzato ed è uscito a sorpresa proprio per mantenere questo clima di intimità e naturalezza che si era perso nel marasma discografico.

Ciò che ci insegna caramé è che c’è tempo per tutto, che non bisogna correre per raggiungere i propri obiettivi perché si rischia di venirne sopraffatti. Ognuno ha il suo tempo e bisogna trattarlo come se fosse il bene più prezioso perché non ritorna più. Nella fretta di affermarsi e di diventare qualcuno, non ci si deve scordare di vivere.

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