Nobel 2025, le menti che stanno cambiando il mondo

16 Ott , 2025 - Cultura

Nobel 2025, le menti che stanno cambiando il mondo

Ogni anno, in autunno, il mondo trattiene il fiato: chi vincerà i premi Nobel? Quali menti, quali voci, quali cause saranno riconosciute?
La cosiddetta Nobel Week non è soltanto una sequenza di annunci, ma un momento simbolico in cui la comunità internazionale riflette sulle frontiere della conoscenza, sull’arte e sulle sfide morali che attraversano il nostro tempo.

Le origini del premio

Il premio Nobel nasce dal genio di Alfred Nobel: inventore (tra le altre cose della dinamite), imprenditore, scienziato e uomo d’affari, ma anche poeta e drammaturgo, nato a Stoccolma nel 1833.
Il 27 ottobre 1895 firmò a Parigi il suo testamento, destinando la maggior parte della sua fortuna alla creazione di un premio da assegnare ogni anno a “coloro che, durante l’anno precedente, avranno conferito il massimo beneficio all’umanità” nei campi di fisica, chimica, fisiologia o medicina, letteratura e pace.

Nobel morì l’anno successivo, e nel 1901 furono istituiti i premi in sua memoria.

Nel testamento, il fondatore aveva designato quattro istituzioni responsabili delle assegnazioni:

  • l’Accademia Reale Svedese delle Scienze per Fisica e Chimica;
  • il Karolinska Institutet per la Medicina;
  • l’Accademia Svedese per la Letteratura;
  • un Comitato di cinque membri nominati dal Parlamento norvegese per il Nobel per la Pace.
  • il premio per le Scienze economiche, istituito nel 1968 dalla Banca di Svezia in memoria di Nobel, è assegnato anch’esso dall’Accademia Reale Svedese delle Scienze.

Da allora migliaia di accademici, scienziati, parlamentari ed ex vincitori sono invitati ogni anno a proporre candidature, selezionate con il massimo riserbo: nessuno può autocandidarsi e i nomi restano segreti per 50 anni.
I comitati operano in totale autonomia – principio cardine dell’istituzione – e l’assegnazione avviene esclusivamente in base al merito, senza influenze politiche.

Naturalmente, ciò non ha impedito che alcune decisioni, in particolare quelle sul Nobel per la Pace, abbiano suscitato dibattito. Tuttavia, il prestigio dei riconoscimenti non è mai stato intaccato.

I Nobel 2025

Fisiologia o Medicina

Il Nobel per la Medicina 2025 è andato a Mary Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi per le loro scoperte sulla tolleranza immunitaria periferica, il meccanismo che impedisce al sistema immunitario di attaccare le cellule sane.
Il Comitato ha sottolineato come i tre scienziati abbiano “identificato le guardie di sicurezza del sistema immunitario, le cellule T regolatrici, decisive per comprendere perché non tutti sviluppiamo gravi malattie autoimmuni”.

Fisica

Il premio per la Fisica è stato assegnato a John Clarke, Michel Devoret e John Martinis per gli esperimenti sul tunneling quantico in circuiti superconduttori, una pietra miliare nella corsa al computer quantistico.
I tre hanno dimostrato come i fenomeni quantistici tipici del mondo subatomico possano manifestarsi su scala macroscopica, costruendo un circuito elettrico grande quanto un chip che obbedisce alle leggi della meccanica quantistica.

Chimica

Il Nobel per la Chimica è andato a Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi per lo sviluppo delle strutture metal-organiche (MOF), materiali porosi capaci di catturare CO₂, produrre acqua dal vapore atmosferico e immagazzinare gas.
Questa architettura molecolare innovativa, basata su ioni metallici collegati da molecole organiche, apre nuove possibilità nella sostenibilità ambientale e nell’energia pulita.

Letteratura

Per la Letteratura, il riconoscimento è andato allo scrittore ungherese László Krasznahorkai, “per la sua opera visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte”.
Con una scrittura densa e profetica, Krasznahorkai esplora l’angoscia e la bellezza del mondo contemporaneo.

Pace

Il Nobel per la Pace 2025 è stato conferito a Maria Corina Machado, attivista leader dell’opposizione al regime di Maduro in Venezuela, per la sua instancabile lotta per i diritti democratici e la transizione pacifica verso la democrazia.
“La dama de hierro (lady di ferro) del Venezuela – ha dichiarato Jørgen Watne Frydnes, presidente del Comitato norvegese – rappresenta chi mantiene accesa la fiamma della libertà in un’oscurità crescente.

La scelta ha spento le ambizioni del tycoon Donald Trump, che aveva più volte sostenuto di meritarsi il premio dopo il cessate il fuoco a Gaza. Ironia della sorte, lo stesso Trump ha poi chiamato Machado per congratularsi.

Scienze economiche

Come di consueto, il premio per le Scienze economiche sarà annunciato per ultimo, chiudendo ufficialmente la settimana dei Nobel. Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato a Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howittper aver spiegato la crescita economica guidata dall’innovazione”. In particolare il premio va per metà a Joel Mokyrper aver identificato i prerequisiti per una crescita sostenibile attraverso il progresso tecnologico” e per metà congiuntamente a Philippe Aghion e a Peter Howitt “per la teoria della crescita sostenibile attraverso la distruzione creativa”. Insieme, i tre studiosi mettono in luce come l’innovazione rappresenti il motore principale del progresso economico, capace di generare sviluppo continuo e trasformazioni profonde nelle strutture produttive.

Gli italiani dei Nobel

L’Italia vanta sei vincitori del Premio Nobel per la Medicina: Camillo Golgi (1906), per la scoperta dell’apparato cellulare che porta il suo nome; Daniel Bovet (1957), per gli studi sugli antistaminici; Salvatore Luria (1969), per le ricerche sui batteri e i virus; Renato Dulbecco (1975), per i suoi studi sui virus tumorali; Rita Levi-Montalcini (1986), per la scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF); e Mario Renato Capecchi (2007), per le tecniche di manipolazione genetica con cellule staminali.

Tra i pionieri italiani della fisica, impossibile non ricordare Guglielmo Marconi, premiato nel 1909 per l’invenzione del telegrafo senza fili – tecnologia alla base di radio, televisione, smartphone e Internet – e Giorgio Parisi, vincitore nel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessi e le fluttuazioni dal livello atomico a quello planetario.

Tra i grandi nomi italiani della Chimica resta Giulio Natta, premiato nel 1963 per la scoperta del polipropilene, una delle materie plastiche più diffuse e versatili. Natta rimane l’unico italiano a vincere il Nobel per la Chimica.

Gli italiani premiati con il Nobel per la letteratura restano sei: Giosuè Carducci (1906), Grazia Deledda (1926), Luigi Pirandello (1934), Salvatore Quasimodo (1959), Eugenio Montale (1975) e Dario Fo (1997).

L’unico italiano ad aver vinto il Nobel per la Pace resta Ernesto Teodoro Moneta, patriota del Risorgimento e direttore del quotidiano Il Secolo, insignito per il suo impegno nel pacifismo e nell’arbitrato internazionale.

Finora nessun italiano ha vinto il Premio Nobel per le Scienze Economiche.

Solo due donne italiane hanno vinto il Premio Nobel:

  • Grazia Deledda – Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, per la forza idealista e la profondità umana dei suoi romanzi ambientati nella Sardegna rurale.
  • Rita Levi-Montalcini – Premio Nobel per la Medicina nel 1986, per la scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF), fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso.

I Nobel parlano accademico: il primato delle università nel 2025

Ogni anno i Premi Nobel rappresentano un momento di riflessione sullo stato della scienza, della cultura e del progresso umano. L’edizione 2025 non fa eccezione, mettendo in luce l’importanza delle istituzioni accademiche nel promuovere ricerca e innovazione. La maggior parte dei vincitori di quest’anno proviene infatti da università di prestigio internazionale, a conferma del ruolo centrale che queste svolgono nella produzione di conoscenza e nello sviluppo di idee capaci di trasformare la società. Le università si confermano motori nuovamente del cambiamento, luoghi dove la collaborazione e la curiosità intellettuale generano scoperte rivoluzionarie. I Nobel del 2025, dunque, non premiano solo i singoli ricercatori, ma anche la forza collettiva del mondo accademico globale.

La settimana dei Nobel ha rappresentato ancora una volta l’occasione per ricordarci che questi premi non sono soltanto una celebrazione dei migliori, ma anche uno specchio del nostro tempo. Le scoperte e le opere premiate raccontano la volontà umana di capire, curare e creare anche in mezzo alle crisi. In un mondo sempre più frammentato, il sapere rimane una delle poche forme di resistenza e di speranza condivisa, e ogni Nobel ci ricorda che la conoscenza non ha confini.

Aurora Forlivesi

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