Ripartire da zero: l’estate del volley

2 Mag , 2026 - Sport

Ripartire da zero: l’estate del volley

Il periodo più emozionante dell’anno è ormai alle porte. Martedì 28 aprile, i Commissari Tecnici delle nazionali azzurre di volley hanno reso note le liste dei convocati e delle convocate per l’imminente stagione internazionale. Sarà un’estate diversa dalle altre: per la prima volta nella storia, l’Italia si affaccia alla stagione delle Nazionali con entrambe le squadre campioni del mondo in carica.

Il trionfo simultaneo dello scorso settembre 2025 rimarrà impresso indelebilmente nella nostra memoria, ma, come insegna Julio Velasco, «bisogna ripartire da zero». Non sarà semplice, ma è la sfida che attende gli Azzurri e le Azzurre a partire da giugno, impegnati prima nella consueta VNL (Volleyball Nations League) e successivamente nei Campionati Europei.

SuperLega: una storica finale e il sogno tricolore

Facciamo però un passo indietro. Ci eravamo lasciati a ottobre con l’augurio di un campionato avvincente, e le aspettative non sono state tradite. Giovedì 30 aprile sono iniziate le Finali Scudetto: Gara 1 è stata vinta in tre set da Perugia, in una serie che vedrà quest’ultima e Civitanova lottare fino allo sfinimento per cucirsi sul petto quel tricolore che manca alle due compagini rispettivamente dal 2024 e dal 2022.

Per i meno esperti, potrebbe sembrare una finale scontata, trattandosi della sesta volta (mai nessuna squadra si era affrontata così tante volte nella lotta per lo Scudetto) che queste due squadre si affrontano nell’atto conclusivo. Tuttavia, quest’anno in pochi avrebbero scommesso su questo accoppiamento. La stagione che volge al termine ha confermato il campionato italiano come il vertice assoluto del volley mondiale, tra ribaltamenti di fronte, prestazioni di altissimo livello e partite a cardiopalma.

Basti pensare che Civitanova si è classificata alla fine della Regular Season come sesta compagine ed è riuscita ad arrivare in Finale ribaltando sia nei Quarti che nelle Semifinali il fattore campo. La squadra marchigiana ha affrontato nei PlayOff prima gli uscenti campioni d’Italia di Trento e successivamente il gioiello di questa stagione, la squadra di Verona. Per Civitanova si tratta dell’ottava finale scudetto nelle passate nove stagioni: un risultato straordinario che premia una realtà che è stata capace di vincere con grandi campioni ma anche di ricostruirsi con i giovani e mantenere l’alto livello di prestazione. Un sinonimo di DNA vincente.

Discorso diverso per Perugia: il sestetto capitanato da Simone Giannelli non è nuovo a questi palcoscenici. Gli umbri sono vincitori in questa stagione della Supercoppa per la quarta volta consecutiva (nessuno ci era riuscito prima d’ora) e del Mondiale per Club. Si ritrovano ora in quello che è l’atto più importante di tutta la stagione. La squadra perugina da quando al timone c’è uno dei più grandi allenatori di pallavolo, Angelo Lorenzetti, ha trovato una continuità di risultati che gli è mancata in molte stagioni. Gli umbri si ritrovano da anni a questa parte a concludere la stagione con minimo un trofeo in bacheca (emblematica l’annata 2023-2024 con il poker): un segno di continuità non facilmente replicabile. Queste finali segneranno anche l’addio alla pallavolo giocata di Massimo Colaci: il libero classe ’85, pilastro dei successi umbri, appenderà le ginocchiere al chiodo per diventare, dalla prossima stagione, Direttore Tecnico del club.

L’ascesa delle nuove potenze e il nodo infortuni

Come abbiamo già rimarcato, dal 2022 la SuperLega non è più il campionato delle ‘4 sorelle’ che si ritrovavano ogni anno a contendersi tutti i trofei in palio. Dall’annata 2021-2022, nuove squadre hanno saputo investire e costruire dei sestetti che hanno messo in difficoltà le solite note. Piacenza, Milano, Monza hanno scardinato le certezze di Trento, Civitanova, Perugia e Modena entrando nel palco delle ‘grandi’. Dall’anno scorso la nuova punta di diamante del campionato italiano è stata Verona. La squadra veneta, fondata solo nel 2021, è riuscita in pochi anni a crescere, stabilizzarsi e diventare una delle favorite. Verona è riuscita a diventare appetibile per grandi campioni che hanno sposato il progetto, pur privo fino all’anno scorso di risultati, credendo nelle potenzialità di una squadra giovane ma gestita al meglio. Campioni come Micah Christenson e Darlan sono arrivati in pianura padana per portare in alto questa squadra e in qualche mese sono riusciti a vincere la Coppa Italia, arrivare in finale di Supercoppa e in Semifinale Scudetto, qualificandosi per la prima volta in Champions League.

Tuttavia, la stagione è stata segnata anche dal pesante tema degli infortuni. Trento, priva da gennaio di Alessandro Michieletto (MVP dei Mondiali) è l’esempio più lampante di come i ritmi infernali del calendario internazionale stiano logorando gli atleti. La squadra trentina non è l’unica a essere stata martoriata dagli infortuni: la stessa Perugia da mesi è priva della stella giapponese Ishikawa e del centrale argentino Loser. Piacenza ha subito numerosi infortuni nel reparto centrali, dovendo giocare per una partita con il secondo palleggiatore in posto 3. Milano ha avuto guai fisici da parte della maggior parte della sue rosa che non l’hanno fatta esprimere al meglio delle sue potenzialità. I troppi problemi fisici e la scelta della Federazione Internazionale di raddoppiare la frequenza dei Mondiali e aumentare il numero di partite annuali ha sollevato aspre polemiche tra i campioni, aprendo un dibattito necessario sulla loro tutela.

Source: @lagazzettadelvolley

Volley femminile e dominio europeo

Situazione diversa per la Serie A1 di pallavolo femminile con Conegliano che ha vinto il suo ottavo scudetto consecutivo ma che ha vissuto una stagione meno dominante rispetto a ciò a cui aveva abituato. Dopo l’en plein della stagione 2024-2025, dove le venete avevano vinto 5 dei 5 trofei in palio, quest’anno la stagione è iniziata in salita con Milano che è riuscita a vincere la Supercoppa imponendosi al tie-break e Scandicci che ha alzato al cielo il trofeo del Mondiale per Club per la prima volta nella sua storia.

A livello europeo le squadre italiane continuano a dominare. Il campionato italiano maschile potrebbe raggiungere lo storico risultato di fare 3/3 in Europa grazie alla vittoria della Challenge Cup (terzo trofeo per importanza a livello continentale) vinta da Milano e la vittoria della Cev Cup (secondo trofeo per importanza) vinto da Piacenza. In Champions League sarà impegnata, nel weekend del 16 e 17 maggio, Perugia che potrebbe ripetere la vittoria dello scorso anno, unica compagine italiana a essersi qualificata all’atto finale dopo le sconfitte di Trento e Civitanova. Stesso discorso per la femminile che ha visto Vallefoglia imporsi in Challenge Cup e Chieri arrivare seconda in Cev Cup. Conegliano e Scandicci saranno invece impegnate oggi, sabato 2 maggio, nelle semifinali di Champions, dove le venete sono campionesse in carica.

La nuova Ital-volley maschile: giovani talenti e grandi obiettivi

Ma torniamo alla maglia azzurra. Dopo questo campionato che ha appassionato sempre di più i tifosi, l’estate azzurra parlerà italiano con i campionati europei maschili itineranti organizzati nei confini nazionali dal 9 al 26 settembre. La squadra allenata da Fefé de Giorgi si presenta alla competizione continentale da bicampione mondiale e con un argento europeo da vendicare contro gli eterni rivali della Polonia (sconfitti dagli azzurri in semifinale negli scorsi mondiali). Il coach azzurro ha deciso di dare la possibilità di mettersi in mostra in maglia azzurra a tanti giovani che hanno fatto bene durante il campionato:

Source: @federvolley

Alla spina dorsale dell’italvolley che ha trascinato la nazionale alle vittorie degli ultimi anni, si aggiungono tante nuove leve. Con i ‘senatori’ che verranno tenuti a riposo nelle prime settimane di Nations League, la maglia azzurra verrà indossata dai tanti che si sono distinti in questo campionato. Alla definitiva consacrazione dei due schiacciatori Luca Porro e Mattia Bottolo, protagonisti di un’ottima stagione rispettivamente a Modena e Civitanova, si aggiungono giocatori come Mattia Orioli che ha fatto bene a Padova e Tommaso Ichino, lanciato nel palco dei titolari a Milano dopo i numerosi infortuni.

Nel reparto dei palleggiatori abbiamo dei nomi che ci invidia tutto il mondo: quest’anno ha disputato una stagione da incorniciare il fratello maggiore Porro, Paolo che ha orchestrato il gioco di Piacenza portandola a giocare una stagione storica. Discorso simile per Mattia Boninfante, che per il secondo anno consecutivo ha trascinato Civitanova in Finale Scudetto.

Reparto florido anche quello degli opposti, a Yuri Romanò (Miglior posto 2 degli scorsi mondiali e per molti anche miglior giocatore)  si affiancherà Alessandro Bovolenta che ha giocato a Piacenza la definitiva stagione della consacrazione. Convocati meritatamente da De Giorgi anche due che si sono messi notevolmente in mostra nelle squadre della seconda parte della classifica: Tommaso Guzzo a Cisterna e Diego Frascio a Monza.

Per liberi e centrali il discorso non cambia: il CT sarà chiamato a prendere delle decisioni difficili visto il numero di talenti nei due ruoli. Al sempre ottimo Fabio Balaso, questa stagione sono cresciuti giocatori di seconda linea di primo livello: a Pace a Piacenza, già nel giro della nazionale lo scorso anno, si è affiancato Loreti, che ha fatto parlare di sè. Stagione della ribalta anche per Staforini che, trasferitosi a Verona a stagione in corso, si è messo in mostra guadagnandosi questa convocazione. Senza dimenticare il libero che è sicuramente il futuro della seconda linea azzurra: Laurenzano, classe 03, è da anni uno dei  migliori in SuperLega, destinato a fare bene anche in maglia azzurra, tanto che molti tifosi ancora si domandano i motivi della sua esclusione dai giocatori che l’anno scorso hanno disputato il campionato mondiale.

I centrali poi sono il reparto che storicamente è sempre stato più proficuo per la nazionale italiana: tutti i giocatori convocati da De Giorgi si meriterebbero di giocare il campionato europeo di casa. A partire da Sanguinetti che, dopo l’esclusione dalla rosa dei 14 del mondiale 2025, ha disputato una stagione stellare tra le fila di Modena, coadiuvato da Mati, classe 06, una delle più grandi scoperte di questa stagione. A loro si aggiungono il sempre ottimo Gargiulo, il perugino Russo che, nonostante gli infortuni, è a detta di tutti uno dei posti 3 più forti al mondo e chiudendo con Galassi che, dopo la stagione difficoltosa (operato per un tumore al testicolo), vuole tornare a fare bene in azzurro.

Questa italvolley continua a essere una nazionale ‘dei giovani’ con un’età media che di poco supera i 24 anni di età. Una prova di investimento, crescita e costanza da parte della federazione italiana e dei club di SuperLega che hanno imparato a investire sui giovani:  forse qualcosa che i vertici calcistici dovrebbero imparare a copiare da questi ‘sport dilettantistici’.

I cambiamenti e le conferme dell’Ital-volley femminile

Discorso analogo per il campionato femminile: la Lega ha raggiunto quest’anno risultati straordinari a livello economico e di crescita, confermandosi il secondo campionato più seguito sui social in Italia solo dopo quello di calcio. Emblematico il nuovo record storico per la pallavolo, con più di 25mila spettatori presenti nei due giorni di Final 4 di Coppa Italia a Torino, un numero che non era mai stato raggiunto nel volley italiano.

Campionato di primo livello che rispecchia gli ultimi risultati della nazionale: quest’anno Julio Velasco ha preso la preso la decisione di tenere a riposo le ‘senatrici’, che non si sono mai fermate tra club e maglia azzurra. Alessia Orro, Paola Egonu, Myriam Sylla e Anna Danesi non faranno parte della prima parte della  VNL, ma hanno risposto presente per il campionato europeo, dove vogliono centrare la tripletta dopo le Olimpiadi e il Campionato Mondiale: sarebbe un risultato storico e una prova di dominanza che raramente si è vista nella storia dello sport.

Source: @federvolley

La Nations League sarà quindi la rampa di lancio per le giovani che si sono messe in mostra. A guidare l’attacco dell’Italia sarà Kate Antropova, che per la prima volta verrà provata come schiacciatrice e non come opposta. Un terminale d’attacco che, se dovesse funzionare, sarebbe quasi inarrestabile in convivenza con Paola Egonu. In seconda linea, privi della leggenda Monica De Gennaro che ha detto addio alla nazionale la scorsa estate, prenderà la sua pesante eredità Eleonora Fersino che ha disputato una stagione stellare tra le fila di Milano.

Verso Los Angeles 2028

Saranno quindi i campionati europei l’appuntamento clou di questa estate azzurra, con le donne impegnate dal 21 agosto al 6 settembre, e i colleghi uomini che le seguiranno dal 9 al 26 settembre, con la partita inaugurale nella splendida cornice di piazza Plebiscito a Napoli. Si tratta di un campionato continentale diverso dagli altri: chi vincerà la medaglia d’oro staccherà il biglietto diretto per le olimpiadi di Los Angeles 2028, una motivazione non da poco per le due nazionali azzurre.

Il mantra dei due CT durante la conferenza stampa di presentazione è stato ‘ripartire pensando di non aver vinto’, perché le nazionali che affronteranno gli azzurri e le azzurre arriveranno con il coltello tra i denti per battere le due squadre più forti al mondo. Mentre per le ragazze di Velasco le avversarie saranno probabilmente le turche, allenate da Daniele Santarelli, discorso diverso deve essere fatto per gli uomini di De Giorgi, che in campo europeo trovano la maggior parte delle squadre più forti al mondo: partendo dalla Bulgaria di Blengini, la Polonia dei vice campioni olimpici, fino alla Francia di Giani (che però ha già reso noto che si presenterà con una squadra giovane, priva dei campionissimi che si prendono un’estate di pausa) e alla sempre ostica Slovenia.

Prospettive future

La pallavolo italiana si conferma, quindi, anche quest’anno un movimento in salute economica e sociale senza precedenti, con palazzetti sold-out, ascolti TV in crescita, e club che investono sui giovani con una visione che altri sport ci invidiano. Dall’altro lato, però, risulta il problema dei calendari: bisogna avere il coraggio di dire che queste programmazioni, gestite per pura logica commerciale, rischiano di logorare la materia prima dello spettacolo, i giocatori.

Ma, nonostante le critiche, ci affacciamo a un’estate che ha tutte le carte in regola per essere leggendaria. Le aspettative sono altissime: abbiamo il talento e un mix di esperienza e sfrontatezza delle nuove leve per puntare al bottino pieno. Con gli europei in casa a spingerci e l’obiettivo Los Angeles 2028 già nel mirino, ci sono tutte le premesse per assistere a un’altra cavalcata trionfale. Il cielo sopra il volley continua a essere azzurro.

image sources

  • image: @lagazzettadelvolley
  • image: @federvolley
  • image: @federvolley
  • GAF_3199: @federvolley

, , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *