Quattro mostre per un autunno culturale

10 Ott , 2025 - Cultura

Quattro mostre per un autunno culturale

A ottobre l’Emilia Romagna dà il benvenuto all’autunno con una vasta serie di mostre sparse sul territorio, confermando il fermento culturale che l’ha sempre contraddistinta. Da Bologna a Ferrara fino a Parma, le mostre in programma spaziano dal genio di Chagall alla connective-art di Pepper, offrendo appuntamenti imperdibili per esplorare diverse correnti artistiche.

Visioni e volti dal Rinascimento al Neoclassicismo. Capolavori dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia

A partire dal 9 ottobre 2025 fino al 1 febbraio 2026, Palazzo Pallavicini di Bologna ospiterà la mostra Visioni e volti dal Rinascimento al Neoclassicismo. Capolavori dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia. In esposizione circa cinquanta opere italiane ed europee databili tra Quattrocento e Settecento, provenienti dai Musei Civici di Pavia e un tempo appartenenti al marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro, illuminista e mecenate che nel suo palazzo pavese raccolse un’importante collezione di capolavori. Tra i nomi di spicco figurano Correggio, maestro del Rinascimento emiliano e autore dell’affresco della camera della badessa di Parma; il Moretto, fondamentale nella formazione di Caravaggio; Andrea del Sarto, grande ispiratore di Pontormo; e Giandomenico Tiepolo, esponente del Rococò italiano. La mostra si articola in sette sezioni tematiche dedicate al mito, alla pittura religiosa e al ritratto, offrendo al pubblico un percorso che attraversa secoli e correnti artistiche, raramente visibile fuori dal contesto pavese.

Source: Wikimedia Commons
Correggio, Compianto sul Cristo morto, 1524

Beverly Pepper. Space Outside

A Bologna, dal 16 ottobre al 24 gennaio, sarà presente anche la mostra Beverly Pepper. Space Outside, visitabile nelle due sedi del CUBO, intitolata alla pittrice e scultrice Beverly Pepper. Nata in America, Pepper studiò fotografia e design pubblicitario e industriale; scelse poi come seconda patria l’Italia, trasferendosi a Roma nel 1951 e rimanendovi fino alla morte. Un’importante svolta nella sua carriera fu rappresentata dalla visione delle rovine di Angkor Wat in Cambogia, che la spinse ad avvicinarsi alla scultura. In Italia approfondì le tecniche di lavorazione del ferro e sperimentò nuovi materiali come l’acciaio inossidabile. Iniziò così a sviluppare quella che definì connective-art, ovvero un’arte che dialoga con le persone comuni e con l’ambiente, con l’intento di esaltare la natura e le sue forme attraverso grandi progetti ambientali. Tramite l’uso di superfici specchiate, Pepper creava giochi di luce in modo da trasformare la scultura in un’esperienza immersiva. Come lei stessa affermava: «La mia intenzione è che il significato del mio lavoro risieda nell’esperienza che se ne fa». Durante il percorso espositivo, dislocato nelle due sedi Unipol, sarà possibile ammirare due opere fondamentali per il suo cammino artistico: Virgo Rectangle Twist (1967) e Prisms I (1967–1968). Saranno inoltre esposti disegni, sculture, acquerelli e sketchbook che ripercorrono la visione artistica di Pepper.

Source: Pixabay
Beverly Pepper, Perre’s Ventaglio III, 1967

Marc Chagall. Testimone del suo tempo

Per la terza mostra ci spostiamo a Ferrara, intitolata Marc Chagall. Testimone del suo tempo. Dall’11 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026 sarà infatti possibile ammirare i lavori di Chagall nel maestoso Palazzo dei Diamanti. L’esposizione presenta più di duecento opere, attraverso le quali si può ricostruire la travagliata vita dell’artista, segnata da pellegrinaggi e migrazioni. A causa della fede ebraica della sua famiglia l’artista non poté mai vivere stabilmente in Bielorussia, e la sua vita fu caratterizzata da continui spostamenti: da Parigi alla Russia rivoluzionaria, fino agli Stati Uniti durante l’occupazione nazista, prima del definitivo ritorno in Francia. È difficile definire in modo univoco lo stile di Chagall: a San Pietroburgo conobbe l’arte di Cézanne e Gauguin, mentre a Parigi entrò in contatto con le avanguardie europee, principalmente con il cubismo. Nonostante queste influenze, le sue opere presentano elementi ricorrenti, tra cui l’uso di colori accesi, contorni e linee netti e una forte atmosfera onirica, resa da corpi in movimenti innaturali. Inoltre, l’inserimento di figure legate alla tradizione russa e di persone a lui care dimostra come l’arte di Chagall fosse direttamente collegata al suo vissuto personale, rendendo questa mostra particolarmente interessante e profonda.

Marc Chagall, Gli amanti tra i lillà, 1930

Giacomo Balla, un universo di luce. La collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Palazzo del Governatore

Infine, a Parma, sarà possibile visitare la mostra Giacomo Balla, un universo di luce. La collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Palazzo del Governatore, dal 10 ottobre 2025 al 1 febbraio 2026. Il percorso espositivo sarà composto da oltre 60 opere conservate nel museo di Roma, che permetteranno di ripercorrere la visione artistica del “Leonardo da Vinci del XX secolo”, come si definiva lui stesso. Balla infatti, prima di diventare uno dei principali esponenti del Futurismo, fu uno dei caposcuola del Divisionismo italiano. In questo primo periodo artistico le sue opere si caratterizzano per un attento studio della luce attraverso l’accostamento di colori puri e l’utilizzo di piccole pennellate. La svolta avvenne nel 1909, con l’adesione al Futurismo, un’avanguardia italiana che celebrava la modernità industriale e il progresso tecnologico. In questo periodo si avvicinò ad autori come Umberto Boccioni, studiando la scomposizione della luce e la simulazione della velocità e del movimento. Dopo gli anni Trenta si registrò una nuova svolta nello stile del pittore, che tornò alla pittura figurativa, abbandonando definitivamente l’avanguardia.

Source: WikiMedia
Giacomo Balla, Numeri innamorati, 1923

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